Serie A, effetto Decreto Dignità: quanto è costato tal calcio italiano?

Ci si chiedeva, un anno fa, a quante e quali conseguenze avrebbe condotto il Decreto Dignità una volta approvato. Oggi, dopo che a luglio l’ipotesi è diventata a tutti gli effetti realtà, si contano i danni e le perdite.

Il Decreto Dignità costa, e caro, ad ogni frangia del tessuto economico italiano che prevedesse pubblicità e gioco d’azzardo legale assieme. E soprattutto alla Serie A, il massimo campionato italiano di calcio, uno dei cinque top in Europa, strettamente ridimensionato dal decreto legislativo voluto fortemente dal Movimento Cinque Stelle quindici mesi fa, agli albori del poi fragile e instabile patto di governo con l’allora alleato Matteo Salvini e la Lega.

Quanto costa il Decreto Dignità alla Serie A?

Molto, forse troppo. Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, infatti, lo stop previsto per le sponsorizzazioni ha prodotto un vuoto superiore ai 35 milioni di euro. Nello specifico, Lazio e Roma hanno perso 4,5 milioni di euro all’anno, poiché hanno interrotto i loro contratti di sponsor con Betway (uno degli operatori AAMS leader in Italia) e Marathon Bet. La Roma, nel suo contratto, ha dovuto rinunciare, ex lege, ad altri 15 milioni di euro totali.

In Premier League, per dirne una, le squadre (19 delle venti hanno accordi con società di betting), incassano 380 milioni di euro a stagione da sponsor provenienti dal mercato del gioco legale. In Spagna dicono ancora grazie all’Italia: 19 delle 20 squadre traggono benefici e prosperità dalle società di gambling.

In Italia invece le venti componenti della Serie A hanno dovuto rinunciare a 100 milioni di euro, oltre al vuoto negli spot, sulle maglie, sui cartelloni. Il tutto per allinearsi al Decreto Dignità, una misura che è costata 100 milioni di euro. Per ora e solo per ora, a netto di modifiche comunque non previste (ancora). Un Decreto d’oro, che è costato all’Italia quanto Cristiano Ronaldo alla Juventus nel 2018. Affare del secolo, fu detto. Questo, forse, sarà per qualcuno il Decreto del secolo?

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