Divieto pubblicità gioco d’azzardo, lo studio di Enders Analysis

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by Massimiliano Riverso
2 months ago 0 115
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A partire da Agosto 2019, l’Italia ha vietato le pubblicità del gioco d’azzardo e delle scommesse. Un divieto inserito nel decreto dignità del luglio 2018, poi convertito in legge ad agosto 2018 e che, dall’estate 2019 ha iniziato a produrre i suoi effetti.

Con il decreto è vietata ogni forma di pubblicità, sia diretta sia indiretta, riguardante i giochi oppure le scommesse che propongono premi in denaro che possa essere trasmessa tramite i mass media, Internet, le manifestazioni pubbliche o attraverso qualunque altro mezzo di comunicazione on-line e off-line.

I proventi delle sanzioni pecuniarie per le violazioni compiute dai trasgressori devono essere destinati al fondo per il contrasto del gioco d’azzardo patologico appositamente voluto dal Governo italiano.

Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità sono cambiate diverse cose. In sintesi:

  • Le società legate al gioco d’azzardo, boomakers e casinò online, non possono più sponsorizzare le squadre italiane di calcio italiane. Nessun operatore di gioco è più presente sulle maglie delle squadre italiane appartenenti a qualsiasi categoria;
  • Sono stati vietati i cartelloni pubblicitari a bordo campo che pubblicizzano il gioco d’azzardo;
  • Stop agli intermezzi pubblicitari tra il 1° e 2° tempo delle partite di calcio. Sono stati banditi i messaggi che, per esempio, invitano a scommettere sul probabile marcatore nella partita in corso;
  • La pubblicità diretta dei Bookmakers è scomparsa da TV, Pay TV, giornali, riviste on line e social network;
  • Sono state vietate le comunicazioni commerciali via mail. Tali comunicazioni sono comunque vietate anche se esista il consenso preventivo all’invio, dato prima dell’entrata in vigore delle nuove norme;
  • Sono state cancellate migliaia di pagine e gruppi facebook di “influencer” che pubblicizzavano in maniera diretta i siti di scommesse on line o che incitavano al gioco d’azzardo.
  • E’ radicalmente cambiato il modo in cui i brand legati al gioco d’azzardo, comunicheranno con clienti o potenziali clienti.

Lo studio di Enders Analysis

Uno studio condotto ad un anno dall’introduzione di tale divieto, ha dimostrato la riduzione del 97% della quantità di annunci televisivi di gioco d’azzardo visti dai ragazzi dai 4 ai 17 anni.

Lo studio condotto dalla Enders Analysis ha rilevato che durante il periodo dal fischio d’inizio al fischio di chiusura, il numero di annunci di scommesse visti dai bambini è diminuito del 97%. E nel complesso, la quantità di annunci di giochi a distanza visualizzati dai giovani è diminuita del 70% durante l’intera durata dei programmi sportivi in ​​diretta.

Inoltre, il divieto è stato imposto anche in Gran Bretagna, è stata disposta una limitazione alla trasmissione degli spot pubblicitari.

Il nuovo codice di condotta del Betting and Gaming Council

Il Betting and Gaming Council, infatti, sta anche lavorando a un nuovo codice di condotta per la sponsorizzazione e la pubblicità che migliorerà ulteriormente gli standard. Michael Dugher, il presidente, ha dichiarato:

“Il BGC è stato istituito per migliorare gli standard nel nostro settore. Il successo del whistle-to-whistle è un chiaro esempio di tale impegno e sono molto soddisfatto di quanto sia stato efficace durante il suo primo anno di attività. In particolare, è incoraggiante vedere che ha effettivamente eliminato la possibilità che i minori visualizzino gli annunci di scommesse durante lo sport televisivo in diretta. Sono certo che il BGC farà sempre di più in termini di standard di settore e vogliamo guidare ulteriori cambiamenti in futuro. Allo stesso tempo, esortiamo il governo a collaborare con noi per reprimere gli operatori del mercato nero che non hanno alcun interesse nel gioco d’azzardo più sicuro o nella protezione dei propri clienti e non lavorano secondo gli stessi standard responsabili dei membri del BGC. La revisione delle norme sul gambling fornirà anche ulteriori opportunità per migliorare gli standard e non vediamo l’ora di lavorare con il governo su questo.”

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