Gioco d’azzardo, il Regno Unito cambia pelle

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by Massimiliano Riverso
7 months ago 0 1244
Gaminginsider-News-Brigid Simmons

L’allarme di politici e leader del settore: serve aggiornare regolamenti e misure preventive

C’è fermento nell'economia del Regno Unito dopo l’uscita, stavolta ufficiale ed effettiva al 100%, dall'Unione Europea. È il momento di cambiare le regole, di rivedere gli accordi, ma soprattutto di aggiornare alcune misure. Ecco perché l’autorità di regolamentazione del settore del gioco d’azzardo nel UK sta lavorando alla possibilità di limitare l’importo delle scommesse, giocate su casinò e slot online. Lo ha affermato nel corso dell’audizione al Parlamento il Presidente della Commissione per il gioco d’azzardo, durante gli incontri che porteranno alla nuova regolamentazione del gambling.

C’è innanzitutto da arginare il crollo delle azioni delle società da gioco, che da novembre 2019 a oggi hanno fatto registrare un vero e proprio collasso. Sono quasi 1.2 i miliardi di sterline cancellati dopo che il Parlamento inglese aveva chiesto un limite a 2 sterline per le scommesse ai terminali a quota fissa. Un modo per difendere i giocatori e soprattutto per combattere “la crisi della salute pubblica” della dipendenza da gioco, hanno affermato i legislatori. “Una revisione dei limiti di scommesse online è stata chiaramente raccomandata dal gruppo parlamentare ed è attesa da tempo – sottolinea Carolyn Harris, presidente della commissione parlamentare sui danni legati al gioco - Sono molto lieta che la Commissione sul gioco d’azzardo se ne occupi. I giochi con contenuti di slot online dovrebbero essere ridotti a £ 2 a giocata in linea con le regole dei negozi di scommesse. La Commissione per il gioco d’azzardo deve smettere di essere reattiva e agire per proteggere le persone più vulnerabili”.

Anche il gioco d’azzardo inglese, insomma, sta cambiando pelle. Nuovi controlli per la verifica dell’età, stavolta più rigorosi e severi, imposte e tasse più elevate, come quelle che hanno coinvolto il settore dei casinò online AAMS e il comparto terrestre in Italia. E altre nuove misure sono in programma, stando a quanto fa trapelare il governo conservatore, soprattutto per il mondo online.

Voci fuori dal caro

Non mancano però voci fuori dal coro, di chi dice che la normativa inglese in realtà non sia al passo con i tempi del gioco digitale. Tra questi Brigid Simmons, presidente del Betting and Gaming Council, che rappresenta oltre il 90% delle società di gioco del Regno Unito e l’ex collaboratore del laburista Tom Watson, James Noyes: “Non ha senso che i limiti di puntata per le macchine fisiche siano sanciti dalla legge, ma non esiste un equivalente per il gioco d’azzardo online. Proprio come ci sono limiti per le macchine nei casinò e nelle sale giochi, ce ne dovrebbero essere per l’online”.

A preoccupare c’è anche uno studio, condotto per il Betting and Gaming Council (BGC), dove si legge che i consumatori sono esposti a un gran numero di operatori senza licenza (quasi il 38%): 4 risultati su 10, per termini chiave di gioco, sono operatori del mercato nero, pirata e illegale. Un pericolo che si fa ancora più acceso se si pensa che anche i minori di 18 anni possono accedere a questi siti, che ovviamente non hanno misure di controllo dell’identità. Nei prossimi 12 mesi, stando a quanto si legge, saranno 200 mila le persone inglesi che avranno un accesso su siti illegali.

Un giro d’affari, quello del mercato nero, vicino al miliardo e mezzo di sterline. “Dobbiamo avere un’industria competitiva in un mondo in cui, se non stai attento, potresti spingere le persone verso il mercato nero, cosa che non vogliamo” ha detto Brigid Simmons. Ora la palla passa ai politici.

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