Gioco e pandemia: le restrizioni hanno alimentato il mercato dell’illegalità

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by Massimiliano Riverso
5 days ago 0 17
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La situazione emergenziale - ancora in atto - ha richiesto l’adozione, a partire dalla prima decade del mese di marzo, di misure restrittive che consentissero di evitare situazioni potenzialmente idonee alla diffusione del contagio. È chiaro come, in tale contesto, i provvedimenti adottati dal governo e dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli abbiano interessato principalmente le attività di raccolta del gioco fisico.

Se, però, da un lato la chiusura dei punti fisici ha determinato il temporaneo collasso delle entrate derivanti dall’utilizzo di apparecchiature elettroniche con vincita in denaro, dall’altro, si registra un netto incremento per il segmento online. Una crescita coerente con gli altri settori economici che hanno riscontrato un aumento rapido e costante del mercato online.

Il boom del gioco online non è passato inosservato agli occhi del Legislatore. Il decreto-legge 14 agosto n.104 (il cosiddetto Decreto Agosto), recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” ha previsto, tra le altre cose, il rafforzamento dei poteri dell’ADM in ordine all’oscuramento dei siti di gioco illegali. L’inosservanza delle disposizioni dettate dall’Agenzia, comporterà l’irrogazione di sanzioni consistenti (da 30mila a 180mila euro). Tale misura è principalmente finalizzata a contrastare i fenomeni illegali e a porre un maggior presidio sul controllo dell’offerta tramite siti web, in tal modo “permettendo di canalizzare prodotti verso l’offerta autorizzata e le modalità consentite con beneficio per l’erario, laddove i prodotti del circuito legale consentano il recupero dell’imposizione tributaria”.

Riccardo Pedrizzi, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato dal 2001 al 2006, ha ricordato come sia evidente che in assenza di un’ampia offerta di gioco lecito e regolamentato, una parte della domanda si orienta inevitabilmente verso il gioco clandestino ed illegale. La lotta e il contrasto di tali attività, oltre che nell’azione repressiva, si realizza quindi anche con un’estensione massima del controllo di legalità e di trasparenza della gestione e dell’organizzazione dei giochi. E non con il divieto di vendita, l’aumento di imposizione fiscale, ed il rialzo sui prezzi che sono in sintesi gli strumenti principali delle politiche proibizioniste”.

Le manovre proibizionistiche contro il gioco, che hanno portato al divieto di pubblicità con il Decreto Dignità, non risolvono, inoltre, la problematica sociale derivante da disturbi da gioco d’azzardo, anzi aumentano e facilitano in fenomeno, così come riportano i dati relativi all’aumento delle ricerche legate al gioco effettuate durante il lockdown, cresciute del 29%. Su questo tema, le analisi e i report svolti in questi anni, parlano chiaro: le norme restrittive non sono risolutive rispetto alla ludopatia. Preoccupanti anche i dati che riguardano i Millenials, la fascia d’età compresa tra i 25 e 44 anni, che ha registrato un aumento del 31,50% rispetto al periodo precedente preso in esame.

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