Gualzetti (Antiusura): "Si tutelino le fasce deboli, non si lasci il gioco al solo mercato"

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by Lamberto Rinaldi
27 days ago 0 65
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Sono mesi e giorni importanti per il gioco d’azzardo, che ha messo in discussione futuro e prospettive tra pandemia e normative. E si è fatto il punto della situazione nel corso di un convegno, importante in questo senso, tenutosi al Sermig di Torino: “Azzardo fra legislazione nazionale, regionale e regolamentazione degli enti locali”, giusto per far capire che il tema si dibatte proprio a livello territoriale e la partita la si gioca tra le città e le aree metropolitane.

Al dibattito ha prestato la sua autorevole voce Luciano Gualzetti, vicepresidente della Consulta Nazionale Antiusura, che ha parlato del tema gioco non solo a livello di dipendenza, come molto spesso purtroppo accade, ma chiamando in causa le istituzioni: “Devono fare la loro parte” – ha detto nel suo intervento.

Gualzetti ha puntato l’attenzione sull’intero sistema di promozione del gioco dal punto di vista dello Stato: è questo infatti l’unico responsabile della tutela di tutte le fasce, ivi comprese le più deboli. Ed il suo è un appello accorato affinché tutti, dall’Amministrazione centrale alle periferie, a fare la propria parte a difesa dei cittadini e delle fasce più esposte ad eventuali pericoli, non di certo tutti legati al gioco.

Sul Decreto Sicurezza Gualzetti si è detto pronto ad accogliere tutto ciò che può difendere le fasce più deboli. L’intenzione di tutti è che si schieri ogni mezzo a disposizione per tutelare le persone anche a fronte di eventuali pericoli costituiti dal crimine organizzato. Qui, secondo gli ultimi fatti di cronaca, c’è da fare i conti con un sistema che soprattutto al Nord ambisce ad un controllo dei territori. Mettendo a pericolo i territori singoli e in rete, il loro tessuto economico e la tenuta delle istituzioni pubbliche.

Sul fronte del gioco d’azzardo, Gualzetti ha ribadito alcuni principi inderogabili: il divieto, necessario ai minori, seppur esposti nel circuito illegale: “Oltre a portare fino in fondo le norme di divieto della pubblicità, oltre a confermare la titolarità degli enti locali (Regioni e Comuni) sulla regolamentazione della diffusione delle macchinette e dei punti di gioco con le distanze dai luoghi sensibili, oltre ad aver ormai consolidato la patologia da gioco d’azzardo come un livello di assistenza che deve essere comunque implementato bisognerà capire quali possono essere le modalità più efficaci per tutelare le persone più fragili”.

In sintesi l’intero fenomeno gioco necessita di una regolamentazione, di un riordino: affinché non sia lasciato solo alla mercé di un mercato che comprende più attori, e non di certo tutti legali.

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