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by Massimiliano Riverso
Aggiornato: 1 settimana fa 37
Gaminginsider-News-Ministro Speranza

Linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d’azzardo patologico.

Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un decreto proprio su questo obiettivo, perseguito grazie alla collaborazione tra servizi pubblici e le strutture private accreditate, gli enti del Terzo Settore e le associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

‘’La ludopatia è una dipendenza pericolosa che colpisce anche i più giovani. Il primo passo è riconoscerla ma poi è necessario intervenire. Per questo ho firmato oggi un decreto per l’adozione di un regolamento nazionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette dal gioco d’azzardo patologico’’, scrive il Ministro in un post su Facebook.

Ludopatia: i numeri dell'ISS

L’idea del Governo è quella di arginare un fenomeno preoccupante e in crescita. In Italia, infatti, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità, il gioco d’azzardo è un’attività che coinvolge una popolazione di circa 5,2 milioni di ’abitudinari’, di cui 1,2 milioni sono considerati problematici, ovvero con dipendenza. Considerata una patologia che produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti, ecco che arrivano i primi provvedimenti scaturiti, soprattutto, dai risultati e dai numeri che ha raggiunto il gioco nei vari periodi di lockdown dovuti all’emergenza sanitaria.

Il gioco online, che include i siti di scommesse sportive e i casinò online sicuri AAMS/ADM, è passato dal 10,0% del periodo precedente la pandemia, all’8,0% nel lockdown, per salire al 13% nel periodo di restrizioni parziali. Durante il lockdown, tra i giocatori il tempo mediamente dedicato al gioco è aumentato di quasi un’ora. Inoltre, l’1,1% di coloro che hanno dichiarato di non aver giocato prima della pandemia ha ammesso di aver iniziato proprio nel periodo di totale restrizione, mentre il 19,7% di coloro che già giocavano ha incrementato l’attività totale di gioco.

Acadi: “Esistono già protocolli di sicurezza, monitoraggio sia sempre più determinante”

Intanto, mentre il Governo si muove in questa direzione, l’Associazione Concessionari di Giochi Pubblici (Acadi), sottolinea che esistono protocolli già visionati dal Comitato Tecnico Scientifico e applicati con successo, in grado di garantire piena sicurezza a lavoratori e utenti. Ritiene, dunque, superflui e infondati i provvedimenti presi dal Ministro della Salute, in quanto gli operatori e l’intero settore sono a disposizione nel caso fosse necessario incrementare le ispezioni, sono già soggetti a controlli regolari da parte delle Autorità e pronti ad ogni verifica sanitaria prevista dalla Legge. Inoltre, elle poche settimane in cui le attività hanno riaperto, lo scorso anno e quest’anno, non si è registrato alcun focolaio.

Acadi, infatti, sottolinea come un monitoraggio capillare, a livello sanitario, delle attività legali è strumento determinante nel contenimento del Covid. Al contrario, l’incremento delle sale scommesse illegali, dovuto alle chiusure, ha moltiplicato le situazioni immuni da ogni controllo, a partire da quello sanitario, aumentando il numero di luoghi fuori legge e il rischio di diffusione di contagi.

La proliferazione delle attività illegali durante i mesi di chiusura è stata, infatti, più volte rappresentata da voci autorevoli come il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho e come il Direttore Generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Marcello Minenna. Siamo quindi pronti a un confronto con il Ministero della Salute, convinti di condividere l’obiettivo di garantire la salute pubblica tutelando, allo stesso tempo, la sostenibilità delle attività economiche e il diritto al lavoro.

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