Usi e costumi degli italiani al tempo della quarantena

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by Lamberto Rinaldi
28 days ago 0 99
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Anche voi avete scoperto passioni dimenticate durante il lockdown? Siete in buona compagnia.

Con l’avvento della Fase 3 la vita sembra tornata alla normalità. È ripreso il campionato di calcio, sono tornati aperti ristoranti e bar, si può andare per musei come agli stabilimenti balneari. Eppure c’è qualcuno che guarda con nostalgia alla quarantena. Il lockdown previsto per l’emergenza Coronavirus, che ci teniamo a sottolineare non è ancora finita, anzi, ha infatti rappresentato una restrizione, una limitazione della nostra libertà ma, allo stesso tempo, un’opportunità di tipo nuovo.

Stando alle ultime ricerche, infatti, il 15% della popolazione è riuscito a svolgere attività e mansioni che in genere non riusciva a fare per mancanza di tempo, con una percentuale che arriva al 20% tra gli occupati. Stare chiusi in casa è quindi stata un’opportunità per entrambi i sessi, soprattutto nelle regioni centro settentrionali meno colpite dall’epidemia e per le fasce d’età tra i 25 e i 40 anni, così distribuite: 23,6 per cento, contro il 15,3 per cento nella zona Rossa e l’8,7 per cento nel Mezzogiorno.

Ma quali sono queste attività che non si riuscivano a fare e che in lockdown sono di nuovo esplose? Si tratta soprattutto di cura della casa, manutenzione straordinaria, piccoli lavoretti di assestamento ma soprattutto tanto fai da te e hobbies: cucina, giardinaggio, bricolage. Tutte attività che sono normalmente snobbate nel nostro tam tam quotidiano e che sono sacrificate sull'altare della routine lavorativa.

Leggi anche il nostro report: La propensione degli italiani al gioco d'azzardo nel 2020

In particolare, durante la prima fase della quarantena, il 41% della popolazione si è dedicata a lavori di manutenzione della casa (e a farlo sono stati soprattutto gli uomini, 49,7% contro il 33% delle donne). Ma nei giorni passati a casa non sono mancati dei pionieri della novità: il 7% della popolazione infatti (soprattutto giovani, donne e persone con titolo di studio) si sono sperimentati in attività di tipo nuovo, dalle ricette culinarie al miglioramento delle proprie competenze digitali.

Studio, formazione, aggiornamento professionale ma non solo. La metà della popolazione maggiorenne si è spesa infatti in giochi di società, mentre il 37.5% si è dedicata ai videogiochi (con una percentuale di 3.9% tra gli over 65). A dominare sono i giochi per consolle (70%), seguiti dai giochi online, magari in collegamento con gli amici (59.1%), per poi concludere con i giochi di carte (38%) e di società (29.3%). Sono cresciute anche le scommesse sportive su internet (almeno fino a quando i campionati non sono stati bloccati): il 3.8% della popolazione ha giocato con frequenza meno che settimanale, mentre oltre 560 mila individui hanno scommesso tutte le settimane.

La ricerca ha messo in luce anche come durante il lockdown, incredibilmente, si siano intensificati i contatti tra amici: la metà del campione di indagine riferisce infatti di aver sentito i propri maggiormente rispetto al solito. Altre curiosità, infine: in quarantena ha dominato la musica, non solo quella ascoltata ma soprattutto quella prodotta; il 27.9% della popolazione ammette di aver mangiato di più, anche cibo spazzatura, con tanti cari saluti alla prova costumi mentre un terzo degli intervistati è riuscito a fare comunque attività fisica.

Insomma, non c’è nessuno che ha definito noiosa o interminabile questa quarantena? Tranquilli, lo ha pensato un quarto della popolazione italiana.

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