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by Massimiliano Riverso
Aggiornato: 4 mesi fa 168
Gaminginsider-News-Dario Franceschini

Ancora qualche giorno e scadrà il DPCM che tiene ancora chiuse sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Di fatto, uno dei settori più colpiti dalle obbligate restrizioni causate dall’emergenza sanitaria da Covid-19, è proprio quello del gioco, alla cui chiusura forzata, prolungata ormai da più di 180 giorni, non si è opposto nessuno a parte la filiera stessa.

Le problematiche che attanagliano il settore riguardano, in primo luogo, proprio il nodo riaperture. Le associazioni hanno evidenziato come nei mesi di apertura non vi siano stati casi documentabili di Covid nelle sale giochi, nelle agenzie di scommesse o nei bingo, in quanto sono stati adottati protocolli sanitari più che stringenti, che hanno evitato qualsiasi tipo di possibile contagio.

Altro tema è stato quello relativo ai ristori, soprattutto per il settore dell’intrattenimento, per il quale un ristoro del 100% è stato definito insufficiente, mentre per poter sopravvivere le imprese del comparto dovrebbero ottenere una percentuale del 400%. Sul tavolo anche le problematiche legate alla chiusura, da parte delle banche, dei conti correnti delle imprese di gioco.

Infine, si è discusso della necessità di un riordino del settore del gioco pubblico, indispensabile prima di avviare qualsiasi gara, che necessita di regole certe e non di norme a macchia di leopardo.

I rappresentanti del Governo hanno ascoltato le posizioni delle associazioni, ma di fatto le probabilità che il settore possa ripartire il prossimo 16 gennaio sono davvero scarse. Con molta probabilità si dovrà attendere il prossimo DPCM, il primo del 2021, per poter avere una data sulle possibili riaperture.

Nonostante il freno del ministro della Salute, Roberto Speranza, secondo il quale “La terza ondata arriverà e bisogna organizzarsi”, il Comitato tecnico-scientifico ha dato l'ok per abbassare la soglia che fa entrare le regioni nelle aree di rischio che impongono il blocco degli spostamenti e la chiusura dei locali pubblici, insieme alla novità della cosiddetta “zona bianca” - proposta dal ministro alla cultura Dario Franceschini - che dal 15 gennaio dovrebbe consentire di far ripartire tutte le attività, palestre, cinema e teatri compresi. Una misura, questa, che potrebbe sancire anche la ripartenza dei giochi. Anche se, dopo i primi vertici di inizio anno, la materia non è ancora stata affrontata nei dettagli. Solo che stavolta il governo non potrà fare a meno di valutare la situazione del gioco, sia per scongiurare la chiusura delle imprese e la perdita di posti di lavoro, sia per evitare ricadute in termini di illegalità.

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