2018, l'anno del Decreto Dignità: i conti tornano solo per l'Erario

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by Massimiliano Riverso
6 months ago 0 2648
Gaminginsider-News-Ministro Roberto Gualtieri

Terminato quello che può essere considerato “l’anno del Decreto Dignità”, è tempo di bilanci per il settore del Gioco Pubblico.

Dalle prime proiezioni, basate sui dati provenienti dal Ministero delle Finanze, si prevede che lo Stato incasserà complessivamente da giochi, scommesse sportive e lotterie oltre 11 miliardi di euro (700 milioni di euro in più rispetto all'anno passato). A livello comparativo, prendendo in considerazione i dati relativi alla spesa effettiva degli italiani nel 2018, le entrate erariali previste per il 2019 equivalgono al 55% del consumo reale degli italiani in gioco d’azzardo.

Sempre secondo le proiezioni MEF, la spesa netta 2019 (ovvero differenza tra giocate effettuate e vincite riscosse) si attesterà intorno ai 20 miliardi di euro, 1.2 miliardi in più rispetto al 2018.

Da sottolineare come nell'ultimo decennio il settore del Gioco Pubblico sia stato uno dei maggiori ‘azionisti’ della raccolta erariale, grazie agli oltre 91 miliardi di euro terminati nelle casse dello Stato e con una media costantemente superiore ai 10 miliardi di euro nell'ultimo quadriennio.

L'effetto placebo del Decreto Dignità

Sulla base di queste prime proiezioni possiamo affermare come il Decreto Dignità non abbia scalfito il bilancio economico del settore, o meglio il bilancio dello Stato, nonostante la censura praticamente totale di tutte le forme di pubblicità dai media tradizioni e digitali. La scarsa esposizione mediatica dei brand che operano in tale settore, in particolare degli operatori di gioco online AAMS, non è andata ad influire sull'attività e le abitudini di milioni di giocatori italiani che quotidianamente investono risorse nel gioco terrestre e digitale. A ciò bisogna aggiungere l’aumento complessivo della pressione fiscale sulla filiera, che ha determinato una crescita notevole dell’entrate erariali. Come accennavo in precedenza, gli effetti negativi si sono registrati esclusivamente per numerose aziende della filiera, che hanno perso introiti a discapito dello Stato, alcuni dei quali sono moderatamente mascherati dall'aumento complessivo della spesa reale dei giocatori.

Le previsioni per il prossimo triennio

Le previsioni per il prossimo triennio sono ottimistiche e destinate a confermare il trend positivo degli ultimi anni. Secondo quanto riporta la “Nota di variazioni al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, presentata dal Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri al Senato, “per la categoria Lotto, Lotterie ed altre attività di gioco si prevedono entrate erariali pari a 16,43 miliardi di euro nel 2020, 16,56 miliardi nel 2021 e 16,63 miliardi nel 2022”. Tale aumento sarà guidato ovviamente dall'innalzamento del Preu su slot machine e Vlt, la più importante misura riguardante il gambling incluse nella manovra fiscale.

Le incognite del gioco online

Restano però delle incognite su diversi punti, in particolare quelle relative al settore online.

La prima domanda che molti analisti ci stiamo ponendo quotidianamente riguarda la sostenibilità di un segmento completamente oscurato dai media. Dalla nostra analisi è emerso che gli operatori di gioco online con presenza nel circuito terrestre non hanno risentito del ban pubblicitario, a differenze degli altri operatori presenti solo nell'online. Tale tendenza determinerà probabilmente la crescita del gap a livello di fatturato tra i differenti operatori, oltre ad una crescita del differenziale tra comparto terrestre e digitale.

Il secondo interrogativo riguarda, invece, tutte quelle piccole e medie aziende del segmento terrestre che rischiano di chiudere baracca a causa dell’eccessiva pressione fiscale. Calcoli effettuati dall'associazione Sapar e da portali di riferimento come Giochidislots avevano evidenziato come le entrate sulle giocate a slot machine e vlt erano veramente ridicole per i gestori. Pertanto, riusciranno le piccole aziende a sopravvivere oppure saranno destinate ad essere assorbite dai colossi del settore?

Ultima domanda: quali potrebbero essere gli effetti di un futuro cambio di Governo? Verrà modificato il Decreto Dignità o si continuerà a percorrere la strada verso il proibizionismo? Il nostro team continua a sostenere che il Decreto Dignità abbia favorito spudoratamente il gioco illegale, dando visibilità sui motori di ricerca a molti siti internet che non offrono garanzie e sicurezza agli oltre 3 milioni di utenti italiani. L’assenza di una comunicazione qualificata e la diffusione a macchia d'olio di piattaforme non regolamentate, sta portando una buona fetta di nuovi clienti verso siti sprovvisti della Certificazione 2.0 e poco sicuri, migrazione resa ancor più nociva dall'espansione del gioco online illegale mediante totem. Riteniamo che lo Stato dovrebbe intervenire al più presto, per cercare di porre rimedio ad una delle più grandi contraddizioni generate dal Decreto Dignità, senza usare come specchio per le allodole lo slogan del Gioco Responsabile.

MR

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