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by Lamberto Rinaldi
Aggiornato: 11 mesi fa 1733
Gaminginsider-News-Casino terrestri italia

La questione relativa ai casinò terrestri in Italia è annosa e, ancora oggi, non trova una soluzione univoca. Recentemente sono state presentate due diverse proposte di legge, una alla Camera per la Sicilia e l'altra in Senato per la Lombardia, per l'apertura di tre diversi casinò stagionali. La proposta siciliana chiede l'apertura di un casinò a Taormina durante il periodo estivo. Quella lombarda punta addirittura ad una doppia apertura: a Gardone Riviera ( dal 1 ottobre al 31 marzo) e a San Pellegrino Terme (dal 1 aprile al 30 settembre).

Scopo di queste iniziative è creare poli di divertimento in luoghi turistici, sia per fidelizzare maggiormente gli appassionati, sia per fungere da traino per altre attività.

La lunga «guerra» ai casinò

Le due proposte sopra illustrate cozzano con la guerra che negli ultimi anni il governo ha condotto contro il gioco d'azzardo e lascia ancora più perplessi se si pensa che, nelle attuali norme sul riordino del gioco previste nella legge delega (al momento all'esame della commissione Finanze della Camera) non vi sia alcuna menzione dei casinò.

Va detto però che le cose sono cambiare rispetto al 2018. Allora, il Movimento Cinque Stelle, promulgò il Decreto Dignità, dove veniva dato uno stretto giro di vite al gambling, visto come fumo negli occhi per le implicazioni sociali che poteva avere. I governi di centrodestra, invece, vedono nell'azzardo un'opportunità economica per il Paese.

Del resto, i precedenti governi di destra (soprattutto quelli guidati da Berlusconi) avevano avuto un approccio più moderato e laico verso il gioco. La stessa idea di aprire un casinò a Taormina era stata avanzata da Berlusconi nel 2017 durante la campagna elettorale per le regionali in Sicilia. Secondo l'ex Presidente del Consiglio, l'apertura di un casinò in un centro turistico come quello siciliano avrebbe aiutato i flussi, come accade a Malta.

Questa visione progressista si sposa perfettamente con la ripresa dei casinò terrestri dopo un lungo periodo di crisi dovuto alla pandemia e alle chiusure imposte dal governo. Nonostante il Covid abbia anticipato la migrazione di molti giocatori nel settore dei casinò online, i quattro casinò attualmente presenti sul territorio italiano, hanno avuto una netta ripresa nell'ultimo periodo. Tra i motivi di questa rinascita vanno segnalati un maggiore sfruttamento delle potenzialità dei giochi online legati ai casinò terrestri, ma anche un ritorno ai tornei di poker dal vivo, che ha permesso ai casinò di catturare l'interesse di una fascia di pubblico ben definita.

Risulta evidente come il casinò possa avere ancora enormi potenzialità, viaggiando di pari passo con il settore online e smentendo chi vede nella rete la fine del settore terrestre.

Il pensiero degli addetti ai lavori

La questione sull'apertura di nuovi casinò è argomento di dibattito anche in Federgioco, l'associazione che rappresenta le quattro case da gioco italiane. A questo riguardo l’amministratore unico del Saint Vincent Resort & Casino, Rodolfo Buat, attraverso una lettera ha chiesto un incontro agli altre tre realtà ludiche, per discutere di questa e di altre tematiche.

Buat ha sottolineato che, i quattro casinò, essendo espressione di quattro diverse realtà italiane, dovrebbero fare fronte comune per trovare soluzioni idonee allo sviluppo del settore. Per fare questo propone di coinvolgere gli amministratori dei casinò per mettere insieme un piano di rilancio di Federgioco, dato che, senza una visione univoca, la stessa associazione non ha motivo di esistere.

Per quel che riguarda l'apertura di nuovi casinò Buat si dice favorevole, a patto che tali aperture avvengano dentro un quadro normativo complessivo. Proprio il quadro normativo è quello che preoccupa maggiormente. Senza una regolamentazione ad hoc, difficilmente i casinò potranno tenere per molto un trend positivo. Chi è contrario a queste realtà dovrebbe ricordarsi che, ostacolandole, non si combatte il GAP, ma si finisce semplicemente per favorire altre realtà ludiche al di fuori dell'Italia.

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