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by Silvia Urso
Aggiornato: 2 settimane fa 65
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Dopo le immense difficoltà per via delle restrizioni degli anni pandemici, gli operatori del settore stilano un programma per questo nuovo anno, chiedendo maggiore tutela del comparto e una costante sinergia con le Istituzioni

Il 2022 appena terminato ha voltato pagina a favore del nuovo anno, con una nuova e ulteriore scossa per tutto il settore gambling. Se gli scorsi 12 mesi sono stati di transizione tra uno status post pandemico e il futuro, con al graduale ripresa di confidenza con la routine del comparto e tutte le novità al suo interno, i prossimi mesi sono segnalati come quelli della vera rinascita per il mondo del gioco d’azzardo fisico e online.

Secondo le federazioni della filiera, è necessario, prima di ripartire con una marcia in più, analizzare cosa è successo nel dettaglio nel 2022, per individuare i punti deboli e quelli di forza, mettendo nel mirino ciò che c’è da migliorare, a tutela dei lavoratori e del comparto tutto. Solo tirando le somme di un passato recente, sarà naturale stilare un vademecum preciso e ambizioso per i prossimi mesi, dove nulla sarà lasciato al caso, nell’ottica di compiere grandi passi in avanti in termini di creatività, performance e innovazione di tutto il mondo gambling.

Le associazioni di settore confidano in una riforma del gioco pubblico per il 2023

A stilare per l’Italia un primo bilancio dei dati del 2022, sono Sistema Gioco Italia, Acadi ed Egp, che puntano sul neo Governo Meloni per una riforma del gioco pubblico e, in particolar modo, per un confronto tra le parti in caso di problemi, senza tergiversare come fatto in passato. Inutile negarlo: lo scorso anno è stato ricco di incertezze e paure derivanti dal post pandemia, nonché di nuove sfide. Non solo quella derivante dalla necessità di recuperare i risultati negativi dei 18 mesi precedenti, ma far anche sì che il comparto potesse ripartire con forza e convinzione, instillando fiducia e nuovi stimoli negli utenti.

Tutto il comparto ne è uscito gravemente provato, in particolar modo i lavoratori del gioco pubblico, soprattutto le imprese operanti nel settore terrestre, in gran parte ferme per lunghi periodi e scarsamente tutelate, che al contempo hanno dovuto fronteggiare il caro energia e il caro bollette. Insomma, una situazione difficile e pesante per tutto il comparto, che ha dovuto rimboccarsi in più momenti le maniche, arrivando alla fine del 2022 con risultati comunque più che soddisfacenti. Ma anche tanta, troppa fatica.

Le soluzioni possono essere molteplici e sono state analizzate da Gennaro Parlati, presidente di Sistema Gioco Italia – Confindustria. In primis, sinergia e maggiore comunicazione tra territori e istituzioni, con un tavolo permanente che possa diminuire la distanza tra le parti. È infatti necessario un intervento generale che regolamenti in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale il settore gioco legale, senza più diseguaglianze e frammentazioni. Solo così si avrà al contempo la tutela del giocatore e la salvaguardia di tutte le aziende del settore, azione concomitante che non solo è possibile, ma necessaria per la salute e la tutela di tutto il comparto gambling.

Stop alle normative locali che penalizzano il gioco legale e attenzione anche a ippodromi

Negli ultimi anni si è infatti assistito ad un progressivo arretramento del gioco legale sul territorio causato dalle diverse normative locali fortemente restrittive in materia di distanze ed orari, con il conseguente esito di una penalizzazione dell’utente. Urge quindi una riforma a trecentosessanta gradi, che prenda in considerazione anche luoghi e settori lasciati per troppo tempo in disparte, come gli ippodromi che da sempre rivestono il poliedrico ruolo di fonte di fatturato per il gioco d’azzardo, ma anche di poli d’attrazione turistica e culturale. Uno stralcio a riguardo è presente proprio all’interno dell’ultima Manovra di bilancio attiva dal 1° gennaio 2023, che ha visto 4,7 milioni di euro stanziati tra il 2023 e il 2024 per il restyling di ogni ippodromo italiano. Inoltre, per fronteggiare il caro bollette, particolare attenzione va posta alla legge di Bilancio 2023.

Cardia: lotta all’illegalità in primo piano, porre fine al de-risking bancario e revisione delle tassazioni

Fa eco a Parlati anche Geronimo Cardia, presidente di Acadi - Associazione concessionari di giochi pubblici, che individua la soluzione nella lotta al gioco d’azzardo illegale mediante regolamentazioni sempre più serie di quello legale, unica soluzione per la tutela del comparto, delle aziende e dei giocatori, che devono sentirsi sempre sicuri nelle transazioni.

Inoltre, è necessario affrontare anche il problema dell’ingiustificato de-risking bancario, interagendo con gli istituti di credito per favorire nuovamente l’apertura e la gestione dei normali servizi bancari alle aziende operanti in modo legale nel comparto.

Necessario anche uno stop all’insostenibilità dei regimi di tassazione fuori controllo, oltre alla gestione della questione territoriale, già analizzata nel corso dell’anno appena chiuso in regioni come Marche e Lazio, con alcuni contenziosi ancora aperti trascinati in questo 2023, come il caso delle province di Trento e Bolzano.

Ruolo centrale nella risoluzione di questi nodi ce l’avrà il neo Governo, che dovrà dimostrare la volontà di cambiare le normative già esistenti e di integrare quelle mancanti in tempi brevi. Parere condiviso anche da Emmanuele Cangianelli di Egp-Fipe che rileva come, dopo un 2022 di transizione, sia necessario intervenire sul piano normativo, che da anni non vede ancora una luce prepotente: unica innovazione è la regolamentazione nelle scommesse sportive, che risale però ad un programma di oltre quattro anni fa.

Anche la Fipe ha al centro delle sue priorità il contrasto al gioco illegale e compulsivo insieme alla tutela del comparto lavoratori, particolarmente dimenticato negli ultimi anni. In merito, non bisogna dimenticare neanche la necessità di uno sforzo per combattere il caro bollette, altra piaga sopraggiunta negli ultimi mesi che ha stretto ulteriormente la cinghia a imprese già vessate dalla pandemia.

Secondo le associazioni di settore, insomma, è tutto nelle mani dello Stato, che ha particolare interesse per il gioco pubblico: non dimentichiamo, infatti, che il gioco d’azzardo nel 2022 ha portato alle casse dell’Erario un guadagno di 10,3 miliardi, il 22% in più rispetto al 2019. Un dato che vede la forte spinta dell’online con una spesa raddoppiata in tre anni su poker, casinò a distanza ADM e scommesse online e al contempo con una grande ripresa dei punti vendita terrestri che registrano un calo dell’8,7% ma anche un’incredibile spesa totale di ben 15,9 miliardi.

Cambio di guardia all’Agenzia Accise Dogane e Monopoli, si aspetta il piano del nuovo direttore

Si ripone fiducia anche nel cambio della guardia alla direzione di ADM, imminente, vista la scadenza del mandato di Minenna il prossimo 30 gennaio 2023. L’auspicio è quello di una nuova fase dell’agenzia che, pur essendosi sempre dimostrata proattiva nella risoluzione di problemi fondamentali del comparto, dovrà in questa occasione fornire risposte importanti sul piano da attuare nel prossimo biennio. Il futuro direttore Roberto Alesse, già capo di gabinetto per il Ministero del Sud e direttore degli Affari Generali del ministero dell’Ambiente, porterà sicuramente avanti il programma dell’Agenzia già concordato e stilato da Minenna, con il contrasto all’illegalità in primo piano e un occhio di riguardo allo slancio produttivo del settore.

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