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by Silvia Urso
Aggiornato: 1 mese fa 88
Gaminginsider-News-Studio lancet gioco azzardo patologico

Dalla Gran Bretagna arrivano suggerimenti su possibili misure da attuare per ridurre il gioco d’azzardo patologico. Uno studio promosso dalla rivista medico-scientifica The Lancet si è concentrato nell’analisi di 103 interventi per capire quali potessero essere adeguati nella prevenzione e nella riduzione del rischio connesso al gioco d’azzardo patologico.

L’iniziale lista è stata stilata grazie al contributo di operatori di sanità pubblica e diverse risorse chiave del settore ed è stata sottoposta a 35 esperti utilizzando la Tecnica Delphi.

Le misure incluse nell’elenco originario sono state raggruppate in sette sottogruppi: prezzo e tassazione; disponibilità; accessibilità; marketing, pubblicità, promozione e sponsorizzazione; ambiente e tecnologia; educazione e informazione; trattamento e assistenza.

I 35 esperti chiamati a giudicare le 103 misure proposte hanno compilato, in maniera individuale, dei questionari online in tre diversi round, al termine dei quali si è giunti a un totale di 83 misure che sono state ritenute valide in termini di efficacia, convenienza, fattibilità, equità e possibili effetti collaterali. Di queste, è stata valutata la probabilità di successo per 81.

La cernita effettuata dalla giuria include interventi provenienti da tutti e sette le categorie e sono stati valutati anche sotto i seguenti profili: probabilità di successo, praticità, accessibilità economica, possibilità di generare effetti collaterali imprevisti, capacità di ridurre il divario fra gruppi avvantaggiati e svantaggiati nella società.

Al termine del lavoro della giuria, un gruppo di ricercatori di The Lancet ha ulteriormente passato al setaccio i provvedimenti selezionati, arrivando a sceglierne 40 potenzialmente attuabili con successo nel Regno Unito.

Alcune misure non sono una novità per l’Italia

Fra le misure opzionate dagli esperti di The Lancet figurano restrizioni in termini di pubblicità e marketing, che sono già al vaglio del governo britannico nell’ambito della revisione del Gambling Act.

In Italia e in altri paesi europei, come la Spagna, queste misure esistono già da tempo, seppure la loro effettiva efficacia sia continuo oggetto di dibattito.

Un'altra misura scelta, appartenente al campo di ambiente e tecnologia, sarebbe un obbligo, in capo agli operatori di gioco d’azzardo e alle banche, di fornire dati anonimi sulla partecipazione dei clienti e sulla spesa per i prodotti gambling a un archivio dati indipendente, che consentirebbe una ricerca di alta qualità e imparziale sul collegamento dei dati. Questa ricerca rivestirebbe particolare importanza, in quanto al momento sono molto scarse le prove precise che attestino quanto tempo le persone trascorrano a giocare d’azzardo.

Sono inoltre state individuate tre misure nel campo dell’informazione e dell’educazione: ad esempio la visualizzazione di messaggi educativi su VLT e AWP; la richiesta agli operatori di gioco di diffondere messaggi promotori di informazioni ufficiali sulla salute; indicazioni immediate su quanto tempo si stia trascorrendo al gioco e sul denaro perso.

Secondo gli esperti varrebbe la pena provare quest’ultimo intervento, poiché un feedback in tempo reale potrebbe fungere da freno nel giocatore durante una sessione di gioco, mentre la diffusione di messaggi educativi non è vista come una misura risolutiva da parte degli esperti, che spiegano come spesso tali campagne non portino a effettivi cambiamenti nel comportamento.

Un ulteriore proposito è di uniformare le opzioni di autoesclusione, che già ogni operatore di gioco d’azzardo è tenuto a offrire. Non esistono infatti regole universali né un programma predefinito cui i diversi operatori debbono sottostare; pertanto, la proposta è quella di operare sulla disomogeneità in tale ambito e uniformare le misure di autoesclusione.

Anche in questo caso il nostro Paese si dimostra un passo avanti: in Italia è infatti possibile scegliere se richiedere l’autoesclusione al singolo operatore di gioco oppure attraverso il portale di ADM. In questo secondo caso, viene preclusa al giocatore la possibilità di accedere a qualsiasi casinò online ADM per almeno 6 mesi, o anche più se non viene richiesta la riattivazione.

L’autoesclusione è ritenuta una delle più efficaci misure nella lotta al gioco patologico e trova ampio consenso, a differenza di altri provvedimenti che riscuotono ben meno successo fra gli stakeholder e nell’opinione pubblica.

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