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by Silvia Urso
Aggiornato: 1 mese fa 125
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Analizzando il settore iGaming dal punto di vista dell'innovazione, possiamo affermare che è uno dei più avanzati quando si parla in termini tecnologici. La costante ricerca da parte degli operatori di gioco, tra cui rientrano a pieno titolo i casinò online sicuri ADM, di strategie all'avanguardia che consentono di rimanere competitivi in un mercato sempre in evoluzione, ha portato ad una crescita costante dei ricavi dell’industria: secondo gli analisti della European Gaming and Betting Association, entro il 2025, circa il 34% dei ricavi di tutti i giochi del mondo proverrà dal settore del gambling online.

L’innovazione tecnologica, tuttavia, non si accompagna ad un’adeguata regolamentazione.

In Italia, il settore dei giochi comincia a mostrare una serie di criticità dal punto di vista della regolamentazione e del funzionamento. “Rispetto agli altri paesi del G20 siamo un paese avanzato, seppur si abbia ancora una regolamentazione obsoleta e che ha diverse sovrapposizioni e stratificazioni derivanti da regolazioni concorrenti a carattere e regionale e comunale che certamente non aiutano ad orientare correttamente l’operatività”, ha spiegato il direttore generale Marcello Minenna in occasione dell’evento organizzato da I-COM intitolato “La sfida di una fiscalità sostenibile per lo sviluppo e l’innovazione del gaming in Italia”.

Il direttore di ADM ha insistito sulla necessità di lavorare ad un testo unico sul gioco sottolineando inoltre, che, la principale prospettiva di innovazione da valutare è relazionata al tema dell’eGames e degli eSports. “Non possono essere ignorati visto che prevedono premi milionari, e bisogna approcciarsi alle innovazioni con modernità. Pensiamo alla realtà aumentata che rappresenta anche un aspetto di sviluppo delle sale giochi e che spesso riguardano le valute digitali che sfuggono alla regolamentazione”, ha spiegato.

Minenna ha anche aggiunto che è necessario rendere flessibile la regolamentazione al fine di fare finalmente i bandi di gara. Quindi, tra gli interventi prioritari che servono al settore, emerge la necessità di disporre di un albo degli operatori del gioco pubblico che “permetta la vigilanza e superi l’attuale registro, mentre sul gioco a distanza serve aumentare e non ridurre, e fare in modo che le barriere all'entrata contribuiscano ad una regolarità del settore e non ad uno spostamento verso paesi dove le maglie del controllo sono più larghe”.

Per quanto riguarda il divieto ai minori, secondo il direttore di ADM, l’uso della tessera sanitaria non rappresenta la strada più consona per gli elementi patologici individuati, ed infine, esprimendosi sulle questioni relative ai residenti all0estero ed al blocco dei conti, ritiene che se non si effettua una dequotazione delle decretazioni direttoriali e interministeriali, il rischio è che le soluzioni di vigilanza sull'illegalità perdano di significato e non ottengano risultati.

Come riporta il paper di I-Com, il gioco legale è diffuso nel nostro Paese e alimenta un indotto che riguarda circa 150 mila persone tra occupati diretti e indiretti, ma gli interventi di contenimento dell’epidemia nel 2020 hanno indirettamente sostenuto la tendenza all'illegalità. Questo perché la chiusura dei luoghi dove poter giocare legalmente, ha determinato un aumento delle scommesse illecite, soprattutto attraverso i canali online.

Secondo il Censis tale tendenza si è anche confermata nel 2021: secondo i dati, nel corso dell’ anno il gioco illegale sarebbe cresciuto secondo le stime superando i 20 miliardi di euro, rispetto ai 18 riportati nel 2020 e già in crescita del 50% rispetto all'anno precedente.

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