La migrazione massima dal gioco terrestre all'online sarà breve e momentanea

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by Massimiliano Riverso
3 months ago 0 940
Gaminginsider-News-Studio australia gioco online

Nell'ultimo mese, a causa della quarantena forzata dovuta al virus, si è sentito più parlare di gioco online e dell’aumento delle puntate in rete. Si tratta di una tendenza che sarà confermata? Secondo molti esperti non c’è da allarmarsi.

Intanto qualche dato può tornare utile: il gioco online ha aumentato il suo bacino di utenza, arrivando a conquistare una quota mercato del 16%. Poker online, casinò online e eSports hanno preso il largo, sopperendo alla mancanza di gioco dovuta al lockdown sulla filiera fisica.

L’online scalzerà il fisico? No, non è corretto almeno secondo gli esperti che ritengono la situazione assolutamente sotto controllo: per loro questa “migrazione” verso l’online non è allarmante.

Buone rassicurazioni in questo senso provengono dall'Australia, dove il gioco è largamente diffuso e largamente studiato a livello scientifico, soprattutto in relazione alla deriva patologica che lo accompagna. Basti pensare che secondo dati pubblicati dall'Università di Sidney, il gioco è problematico per l’1% del totale dei giocatori, con un ulteriore 4% che presenta potenziali gravi disturbi, sempre in relazione al gioco online. E proprio dall'Australia proviene una puntuale analisi sulle abitudini da gioco durante questo periodo di pandemia.

In Australia l’attività da gioco è cresciuta di due terzi, dalla comparsa del Covid-19. Sono i dati che ogni settimana rende noti AlphaBeta, che si occupa di analisi economiche, e l’ufficio di credito Illion. Stando ai dati le transazioni di gioco online sono aumentate, dal 29 marzo, del 67% in più del normale. Va da sé che i maggiori guadagni derivino da gioco, laddove attività come farmacie e supermercati registrano una crescita in termini di spesa piuttosto lieve. Per l’opinione pubblica australiana questo è un problema, in quanto è considerato potenzialmente dannoso l’aumento di gioco d’azzardo in digitale. Quel che vale la pena sottolineare è che questa impennata è giunta nel momento in cui è partito il lockdown.

In Australia come altrove, infatti, sono state chiuse quasi tutte le attività, ivi comprese quelle legate al gioco: dalle scommesse ai casinò alle sale bingo. Per gli esperti, dunque, questa migrazione è momentanea, un semplice trasferimento, un po’ come avvenuto in altri campi, come quello culinario. Mentre alcuni giocatori d’azzardo online, inesperti, possono diventare effettivamente dei nuovi clienti, molti studi di mercato hanno evidenziato come l’introduzione di nuove opzioni di gioco può avere come conseguenza solo un picco a breve termine delle attività. Un livello di rischio può essere sì raggiunto, ma subito dopo i consumatori possono adattarsi ad una nuova realtà che ristabilisce le abitudini di spesa.

Sicuramente qualche esagerazione ci sarà, ma è possibile ricondurla al campo della fisiologia: anche in altri settori, come quello dell'e-commerce, ci saranno clienti che acquistano più del dovuto, magari per noia, per abitudine. Così come ci saranno persone che ingrasseranno, trascurandosi. Tutto è collegato alla gestione che un operatore fa del cliente. Per cui sarà responsabilità dei gestori di giochi online, e non solo in Australia, trattare i nuovi clienti con maggiori cure, senza invitarli ad eccedere con offerte, bonus, promozioni e scontistiche. Con la consapevolezza del fatto che questa impennata può durare tanto così come invece può durare per un tempo più breve.

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