Le proiezioni sul futuro del gioco terrestre e online nell'anno del Covid-19

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by Massimiliano Riverso
1 month ago 0 980
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Scetticismo e mercato al collasso, la crisi del settore scommesse tra spese e ricavi dimezzati

Ormai è un mese da quando l’Italia è diventata interamente zona protetta, per contenere la pandemia del Coronavirus. Si tratta di un mese di criticità, per il gioco pubblico, in cui si cominciano a fare i conti sull'impatto del Covid-19 sul mondo del gaming sia fisico, sia online.

Le premesse, da questo punto di vista, non sono tra le più rosee.

CROLLO DEI RICAVI

In un mese si è consumata una tragedia per quel che riguarda i ricavi, crollati oltre il 50%, e per quel che riguarda il rischio, sempre più concreto, della chiusura degli operatori più piccoli.

Stando alle stime avanzate nella pubblicazione del numero di aprile della rivista “Online Gambling Quartely”, a firma di Mecn, i prospetti per il futuro non sono tra i più rosei.

Fino a febbraio, si legge nell'approfondita analisi, il trend di crescita del gioco si presentava in linea con le migliori aspettative ma tutto è cambiato dalla fine del mese che ha buttato l’Europa nel panico. Giocoforza, le conseguenze del Coronavirus saranno enormi ed avranno riflessi anche sul gioco online, finora vero motore di traino della filiera mondiale a causa dell’emergenza. Lo scetticismo iniziale è stato alimentato dall'annullamento quasi totale di tutti i palinsesti, per quel che riguarda le scommesse, e la conseguente chiusura delle sale dedicate al gioco.

L’incertezza è alta, seppur contrassegnata da qualche segnale positivo: i casinò online hanno spiccato il volo, continuando a crescere e impostandosi come il vero punto di forza del settore: operatori come LeoVegas, tra i più cliccati, potrebbero triplicare i propri guadagni, oltre alle buone performance registrate da StarCasino e Starvegas. Così come il poker online e gli eSports (le cui scommesse sono aumentate del 61%).

Di traverso, però, è aumentato il malcontento tra gli addetti ai lavori: dalla ricerca emerge che il 66% dei dipendenti della filiera del gioco pensa che la pandemia calerà drasticamente le percentuali di guadagno. Tra gli esperti, il 96% prevede un notevole calo nel settore delle scommesse, il 38% pensa invece che i ricavi scenderanno sotto la soglia-spauracchio del 50%. Un altro 54%, scettico, crede che l’industria riaprirà le porte dei suoi locali solo per il prossimo inverno ed entro la primavera del 2021. A questi fa seguito una sparuta percentuale di addetti ai lavori che, con fiducia, crede che gli sport riprenderanno in poche settimane, seppur a porte chiuse. Intanto le stime, queste, comprovate da dati, parlano di una diminuzione, per le sole scommesse sul calcio, del 93%.

COME È IL CLIMA COMMERCIALE?

Intanto, però, il clima a livello commerciale è depresso: l’81% degli esperti intervistati ai fini della ricerca ritiene che il clima, se da un lato può essere ritenuto soddisfacente, dall'altro è scadente. Per una piccola percentuale, corrispondente al 19%, il clima attuale invece è considerato buono.

Che impatto avrà l’emergenza in totale? Anzitutto una migrazione, che si sta già consumando, verso il gioco online. Come poc’anzi detto, a trarne vantaggio potrebbero essere concretamente le società di casinò games, che già hanno registrato percentuali di crescita maggiore. A fatica, invece, i gruppi cosiddetti “ibridi”, prevalentemente strutturati nel settore terreste: William Hill, colosso delle scommesse, ha già visto una riduzione di circa 110 milioni di sterline per quel che riguarda il suo Ebitda.

EFFETTI DEL LOCKDOWN E CRESCITA DELL’ONLINE

Per i prossimi mesi, intanto, se la crescita dei casinò online è praticamente garantita, essa dovrebbe vivere delle oscillazioni nei prossimi sei mesi, dunque per la seconda metà dell’anno. Nello stesso periodo le scommesse sportive potrebbero passare in secondo piano, dando più spazio alle virtuali che riprenderanno la loro quota del 10-15%.

Amara considerazione sul gioco fisico, per forza di cose il più penalizzato, continuerà a dipendere dal blocco, più o meno lungo del lockdown ormai onnipresente. Il settore però potrebbe trovare stabilità dal fatto che molti giocatori migreranno sugli eSports e ai giochi da casinò: per uscire dal tunnel della crisi, le aziende potrebbero puntare su questi canali per ottenere risultati soddisfacenti nel lungo periodo.

Fatto sta che soluzioni occorreranno praticamente da subito, e dovranno essere applicate a fine lockdown, con immediatezza e sfruttando tutte le tecnologie e innovazioni che il settore può già vantare di avere a disposizione da mettere in campo. Un buon piano operativo occorrerà soprattutto al settore delle scommesse, dal momento che ad oggi i palinsesti sono vuoti e i bookmakers sulla via del collasso, in una situazione che non si può definire triste, ma di più.

Gli operatori, in alcuni casi colossi del settore, sono in affanno: UniBet, ad esempio, oggi offre solo 2.000-4.000 scommesse in partite di calcio che coinvolgono Svezia, Burundi e Bielorussia, laddove i campionati non sono stati fermati. Sembrerebbe una cifra piuttosto alta, in realtà è misera: prima del blocco, le scommesse, in cifra, variavano tra le 50.000 e le 100.000 per quel che riguarda il calcio e per quel che riguarda altri sport, come il tennis. Tempi duri, tunnel lunghi e la luce, purtroppo, è tutt’altro che vicina.

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