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by Silvia Urso
Aggiornato: 1 anno fa 411
Gaminginsider-News-Gravina presidente Figc

Dal MEF riscontro negativo circa la richiesta, avanzata nei mesi scorsi dalle squadre, di imporre un nuovo prelievo dell’1% sugli introiti provenienti dalle scommesse.

Dopo due anni di pandemia, i club calcistici sarebbero sempre più in crisi e sono continue le richieste di aiuto che vengono lanciate in diverse direzioni. Sembra, però, che non avrà riscontro quella indirizzata, qualche tempo fa, al Governo: secondo diverse fonti, il MEF sarebbe contrario a un altro prelievo, nella misura dell’1%, sugli incassi derivanti dalle scommesse.

Solo per dare un’idea in termini numerici, qualora si applicasse tale percentuale alle sole puntate in ambito calcistico - Serie A, Serie B, Coppa Italia, Campionati italiani minori -, si raggiungerebbe un importo che si aggira attorno ai 30 milioni.

Non solo il calcio è da salvaguardare

Tuttavia, anche il comparto del gioco e delle scommesse sportive è stato duramente colpito, non solo dalla pandemia, ma anche da altri provvedimenti di carattere similare, come ad esempio la tassa "Salva Sport" e le limitazioni in ambito pubblicitario, quest’ultime ormai diffuse in svariati paesi europei.

Occorre oltretutto considerare che l’applicazione di tale tassazione potrebbe avere un’importante conseguenza negativa nel panorama delle scommesse: un’ulteriore pressione fiscale sui concessionari rischia di condurre a un ribasso delle quote, e quindi a offrire vincite meno allettanti. Il pericolo, a questo punto, sarebbe quello di una migrazione verso canali illeciti e non autorizzati, a discapito dei tanti siti di scommesse sportive che operano, invece, nel pieno rispetto della normativa.

Per il momento, quindi, il MEF ha estratto il cartellino rosso: non resta che aspettare azioni di gioco più risolutive.

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