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by Massimiliano Riverso
Aggiornato: 1 mese fa 173
Gaminginsider-News-Gioco pubblico riforma

Il comparto del gioco ha vissuto un periodo incredibilmente arduo con l’avanzata della pandemia. Numerose attività sono state costrette a chiudere a causa dei vari lockdown imposti dal governo, e, talvolta il danno è stato così grave che esse non hanno potuto più riaprire. Un’altra problematica è stata l’inevitabile migrazione del gioco verso i casinò online AAMS, fenomeno che era già partito da un po’ e che la pandemia ha solo accelerato, come confermano i dati del Libro Blu 2020.

Quando, poi, con le riaperture sembrava che il comparto potesse avviarsi verso una piena ripresa, ecco che con l’obbligo del Green Pass il pubblico delle sedi terrestri è ancora una volta diminuito, arrecando ulteriori problemi agli addetti ai lavori. Queste sono problematiche che hanno gravato sull’industria del gioco, già alquanto compromessa e che chiedeva da tempo una riforma del settore. Non ha senso, dunque parlare di una “nuova normalità” in quanto il comparto del gioco pubblico non ha mai sperimentato una vera “normalità” nemmeno prima della situazione pandemica.

Settore Gioco: in Italia realtà marginale, all’estero modello da seguire

Il settore del gioco in Italia viene considerato come una realtà a parte, e la sua importanza per l’economia del paese così come la salvaguardia della legalità, ordine pubblico e sicurezza viene completamente ignorata. Difatti, è proprio la presenza di un gioco di Stato che tiene lontani i giocatori, anche se non in maniera assoluta, dal mondo dell’illegalità (consulta gli ultimi dati).

Il sistema del gioco pubblico in Italia regge ancora, e la sua filiera vanta risultati che vengono riconosciuti anche negli altri paesi. Così come il suo sistema di regole, che rappresenta un vero e proprio modello, anche se non manca qualche piccola falla quale il cosiddetto Decreto Dignità, o l’introduzione della tessera sanitaria per giocare nelle Vlt. Nonostante ciò, come già detto, questo settore non ha mai sperimentato una vera normalità, non ha mai avuto la possibilità di crescere e svilupparsi in maniera organica al passo con il resto del paese. E’ stato invece sempre caratterizzato da pregiudizi, limitazioni e restrizioni, che lo hanno reso estremamente marginale.

C’è speranza per una riforma dell’industria del gaming

Adesso però, qualcosa sta cambiando e il settore del gioco può davvero aspirare ad una riforma dell’industria del gaming, passo condizionato anche e soprattutto dalla necessità di ricostruire l’economia nazionale conseguentemente alla pandemia. Adesso ci sono tutti i presupposti per creare un sistema sostenibile e compiere quel necessario passo in avanti che sembra non preoccupare il governo di Mario Draghi.

Un primo passo verso questa nuova realtà è già stato compiuto. Nei giorni scorsi è stata istituita la Commissione di inchiesta sul gioco, che ha decretato l’avvio dei lavori per definire dei criteri volti ad un riordino del settore del gioco coerente e sostenibile. Una situazione simile si era verificata nel 2003, quando venne istituito il Comparto del gioco legale, il cui controllo era stato affidato ai Monopoli di stato e che dette origine, allo stesso modo, ad una commissione di inchiesta sul settore. La speranza è che, come allora, si possa finalmente arrivare a risultati concreti e arrivare ad una rifondazione del comparto, non mantenendolo marginale ma inserendolo come parte attiva nel sistema paese.

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